#Kloe Pillole: Vissero tutti felici e connessi


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Spesso, nell’utilizzo di qualsiasi tipo di social, non ci rendiamo conto che dietro ogni azione, dietro ogni immagine, ogni tweet, ci sono persone. Proprio come noi. Da questa riflessione parte il progetto etnografico Why we post, condotto dal professor David Miller, antropologo dell’University College di Londra, su campioni provenienti da diverse parti del mondo.

La ricerca, durata quindici mesi, ha coinvolto anche realtà difficili come la Cina, il Brasile, passando per il confine turco-siriano, con il preciso scopo di evidenziare usi e costumi del popolo delle notifiche continue.

Tutti sui social

A dispetto di quello che si potrebbe immaginare, il report ComScore dimostra, invece, che non c’è stata nessuna fuga da queste piattaforme, al contrario, la nostra vita, soprattutto quella dei Millennials, continua a viaggiare su Facebook, seguito con ampi margini da Twitter, Snapchat e Linkedin.
Secondo Miller «I social media sono più che comunicazione: sono anche un posto in cui viviamo. Così dovremmo smettere di pensare che l’online sia meno vero dell’offline».

Why we post in 15 punti

Lo studio inglese si può riassumere in 15 step, che sono spunti di riflessione per guardare con occhi diversi al mondo social:

1. I social rafforzano anche i gruppi tradizionali
2. I social diventano parte integrante della crescita (soprattutto per i Millennials)
3. Non tutti i selfie sono uguali (perché non tutti rimandano il nostro egocentrismo)
4. L’uguaglianza online non significa uguaglianza offline
5. Sui social contano più le persone che le piattaforme
6. La parte pubblica dei social è conservatrice
7. In questi ambienti siamo abituati a parlare con foto e video
8. Queste piattaforme non stanno ridisegnando il mondo in modo più omogeneo
9. Anche nell’e-commerce le relazioni sono determinanti
10. I social hanno creato una dimensione altra, a metà tra pubblico e privato
11. Essi rappresentano un posto in cui vivere, non soltanto in cui comunicare
12. Questi strumenti sono significativi anche nelle relazioni di genere
13. Ogni piattaforma ha senso in rapporto a quelle alternative
14. I meme sono diventati la polizia della rete
15. Questi mezzi possono anche aumentare la privacy