#Kloe Pillole: Purché se ne parli (bene)


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La reputazione, oggi più che mai, passa per gran parte attraverso la nostra attività online. Che tu sia il ragazzino smanettone, la signora ultrassessantacinquenne curiosa o il professionista stellato, devi stare attento a ciò che posti, twitti o instagrammi, perché come ha detto Warren Buffet “ci vogliono 20 anni per costruire una reputazione e 5 minuti per rovinarla”.

L’effetto “black sheep”

Ti sarai accorto che se, quando comunichi online, usi dei toni fuori dagli schemi, sapientemente dosati, ottieni l’attenzione e la curiosità degli altri, ma questo non va sempre bene. Non vale, almeno in questo caso, la regola del “nel bene e nel male purché  se ne parli”. Soprattutto se la tua intenzione è quella di mostrarti come professionista credibile, l’eccesso non è la strada migliore da seguire perché, se da una parte, l’eccentricità potrebbe regalarti un sacco di like, dall’altra chi si affiderebbe ad uno che si è fatto fotografare in boxer nella sua decappottabile?

La macchina mediatica e altre storie

I media tradizionali come pure i new media hanno fatto e continuano a fare dell’intrattenimento e della leggerezza più leggera (lasciatemi passare il gioco di parole) la loro (non) cifra stilistica, la loro offerta disimpegnata per un pubblico generalista che, quel disimpegno, spesso lo esige e gli sta bene così. Chi lavora nel mondo dello spettacolo conosce alla perfezione questi meccanismi e se ne serve per nutrire le sue brave schiere di follower mediatici.

Chi, invece, ad esempio, è alla ricerca di un lavoro, non deve sottovalutare il fatto che un’alta percentuale di aziende si informa online sul potenziale candidato da assumere e qui ritorniamo alla storia estrema della decappottabile di cui sopra.

Brand reputation

Nell’era in cui “i mercati sono conversazioni” che si giocano nella rete (come mette in guardia il Cluetrain Manifesto), i brand devono essere bravi a veicolare all’esterno la giusta percezione dei propri valori, pena la perdita di clienti e di credibilità. Nel momento che stiamo vivendo, la presenza online è imprescindibile se si vuole essere competitivi, ma bisogna saper comunicare attraverso social e sito, ad esempio, con i propri utenti, essere veloci nel rispondere, oltre che in gamba nel capire, prima dei competitor, cosa desiderano realmente le persone.

La rete, può essere, nel bene e nel male, una grande cassa di risonanza per avvicinarci o allontanarci dal nostro target, quindi, ancora una volta, il mantra è “customer care”, da declinare secondo la propria brand identity.

Se vuoi approfondire leggi “Crisis Management: Come difendere la reputazione online dalle crisi”.