#Kloe Pillole: Parliamone (in pubblico)


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Sei un professionista stimato, scrivi per il web e hai un ampio bagaglio di conoscenze ma non sottovalutare un aspetto imprescindibile: il public speaking. Eh già, devi alzarti dalla tua comoda postazione pc e mostrarti. Metterci la faccia, insomma.

Perché parlare in pubblico?

Te lo starai chiedendo, eppure la risposta è semplice: perché la presenza fisica ha un impatto diverso, decisamente significativo sui nostri interlocutori. Un conto è raccogliere delle frasi anche interessanti sulle breaking news, un conto è parlarne in pubblico, guardando il nostro uditorio e superando quella linea sottile che sono i media.

Come vincere l’ansia da prestazione

Che tu sia un veterano, abituato alle sale affollate, o un niubbo (principiante) completamente a digiuno di performance pubbliche, di sicuro avrai provato la paura della grande prova, del grande salto rappresentato dall’esporti pubblicamente. Perciò non sentirti una mosca bianca: chi più chi meno, ha sperimentato le mani sudate, la salivazione azzerata e il battito accelerato prima di un discorso davanti ad una platea.

Un modo per cavartela c’è e no, non si tratta di evitare il confronto, ma di provarci finché non ti viene tutto naturale. «All’inizio è difficile», spiega Riccardo «Ma poi diventa un’esperienza imprescindibile. L’ansia diventa emozione e ti rendi conto che è questa la vera comunicazione».

Puoi iniziare con situazioni protette, cioè eventi gratuiti in cui il pubblico è pacifico e senza grandi aspettative. I benefici di questo sperimentarti sono tanti: in primis, ne guadagni in autostima, poi come professionista questo ti aiuta e confermare il tuo ruolo di punto di riferimento del settore di cui ti stai occupando, in ultimo affini le tue capacità oratorie.