#Kloe Pillole: le esperienze che toccano sono quelle che vendono di più


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Che tu voglia vendere un prodotto o un servizio saprai bene che, prima di tutto, devi offrire agli altri un’esperienza.

«Capendo la differenza tra esperienza e memoria e i modi in cui sono correlate, possiamo diventare dei creatori di esperienze migliori» ci spiega Curt su Smashing Magazine.

Come dimostrato dagli studi dello psicologo vincitore del premio Nobel, Kahneman, a cui si deve un’euristica chiamata “peak and rule”, il ricordo di un’esperienza si focalizzerebbe sul momento più intenso e su quello finale, non tanto sulla durata.

Questo schema varrebbe in tutti i campi.

LE DUE PARTI DI NOI

Sempre secondo Kahneman, ognuno sarebbe formato da un sé che ricorda e da uno che esperisce, ma sarebbe il primo a comandare, perché esso costruisce la storia che noi ci raccontiamo a proposito di quanto abbiamo vissuto, determinando anche le nostre scelte future.

In altre parole, sarà il sé che ricorda dei tuoi clienti a guidarli nell’acquisto, a fidelizzarli e fare in modo che loro parlino bene di te ai propri amici. Quindi è su questo punto che devi lavorare. Come?

COME COSTRUIRE MOMENTI INDIMENTICABILI PER GLI UTENTI DELLA PROPRIA NICCHIA

Riassumendo, la memoria è una specie di collezione di scatti che danno un quid in più al momento più intenso e a quello finale di un fatto.

Ergo dobbiamo studiare prodotti che tocchino sia la parte esperienziale sia quella mnemonica. Più di tutto dobbiamo far capire al nostro pubblico che ci stiamo prendendo cura di lui, dedicandogli del tempo. Poi dobbiamo dargli ciò che gli serve sottoforma di storie con un certo impatto emozionale, che possano, però, fronteggiare anche difficoltà improvvise e complesse.

La lettura del pezzo che si intitola “User Memory Design: How To Design for Experience That Last”, merita sicuramente qualche minuto del tuo tempo.