#Kloe Pillole: Cuore di Chip


ArtificialFictionBrain

Circa due settimane fa ci siamo chiesti se una chatbot revolution sia possibile e ci siamo salutati con questo interrogativo ancora aperto.

Oggi riprendiamo la nostra riflessione, allargando, come ci piace fare, l’orizzonte di riferimento. Perché i robot possano sostituirci là dove abbiamo fallito, si diceva, è necessario che siano pensati con un cuore, cioè capaci di slanci empatici. Così che nell’assistere questo o quel cliente, si vada oltre la solita customer care come la conosciamo, ma si approdi ad una social care, che abbraccia in toto le esigenze delle persone.

Quindi, la prossima volta che facciamo la fila alla posta, a risponderci sarà una virtuosa signorina bot, della cui anima di silicio nemmeno ci accorgeremo? Significa forse che le macchine ci manderanno a casa e ci sostituiranno, pian piano, in ogni settore lavorativo? Ehi, aspetta un attimo, non correre, perché le cose sono più articolate.

Il futuro in bottiglia

Il futuro, così come sta funzionando questo presente, avrà i connotati dell’H2O, come ci avvertiva già tempo fa il lungimirante Bauman, che ha definito “liquida” la nostra società. Attenzione, liquida non perché fa acqua da tutte le parti, come qualcuno potrebbe ben ironizzare, perché, invece, sono caduti i concetti di comunità, di ideologia, di Stato e gli individui si sono costruiti un “mondo altro” cui guardare.

Rachele ci riassume le tre possibili strade che si snodano davanti a noi:

• la sorpresa, estrema, di quelli che gridano al miracolo robotico, parlano di fenomeno e di grande rivoluzione, la più grande dai tempi dell’Iphone.
• la prudenza e, forse, anche un pizzico non così piccolo di paura, di quanti vogliono ancora salvare l’umano come baluardo del bello e del bene. Perché, siamo sinceri, senza sto cavolo di human being i bot manco esisterebbero.
• la preveggenza di chi, con toni ottimistici o pessimistici, già vede nella sua sfera trasparente che i robot ci verranno in soccorso o ci seppelliranno.

Il pezzo di Rachele s’intitola: “Il futuro? È in mano ai poeti. Chatbots, robot o uomini che siano”

Una visione altrettanto interessante e completa è quella di Giuseppe che, nel suo “I Droni e la Forma del Mondo” ci racconta come l’adozione di nuove tecnologie sta ridisegnando, e questo trend sarà sempre più radicato, l’urbanistica delle nostre città, il modo in cui facciamo acquisti e la sostanza dei nostri trasporti.

Non farti trovare impreparato, nel frattempo puoi fare pratica, rispolverando dalla cesta dei gadget anni ’90 il tuo vecchio Emiglio. LOL