#Kloe Pillole: cosa c’è (ancora una volta) dietro il nuovo algoritmo di Facebook?


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«La serie di cambiamenti di Facebook porterà una maggiore enfasi su quello che viene chiamato “contenuto generato dagli utenti”, che è il gergo con cui si indicano i post dei tuoi amici e dei tuoi familiari» spiega Andrew su foxbusiness.

QUALCHE RIFLESSIONE A MENTE LUCIDA (SI SPERA)

Una simile strategia adottata dall’algoritmo di Facebook va a penalizzare i contenuti condivisi da terze parti, da media come Buzzfeed e il New York Times, per intenderci. In particolare quelli pubblicati direttamente su Facebook piuttosto che quelli lanciati volontariamente dal social.

È un ulteriore passo avanti nella spinta che Facebook sta dando alla logica di decidere quali notizie per noi devono essere importanti.

Questa cosa è particolarmente rilevante per le piccole e medie aziende (e per i social media manager) perché quasi ogni giorno bisogna ridisegnare le strategie per ottenere un po’ di visibilità. Se vuoi approfondire: “The Ultimate Facebook Ad Targeting Cheat Sheet Infographic”. 

FACEBOOK VERSUS …

Al di là di tutte le possibili congetture a riguardo, ciò che risulta più plausibile per spiegare il fenomeno è la pressione che Facebook sentirebbe su di sé. Sì, hai capito bene, c’entrano i competitor e ora ti dico chi sono esattamente.

La manifesta volontà di premiare i contenuti personali a scapito di quelli di terze parti è la reazione alla crescita di Snapchat e Pinterest, su cui gli utenti passano sempre più tempo. Considerando che il tempo medio a disposizione di una persona sia limitato e che i nuovi social siano in rapida espansione, la logica di Zuck e compagni è più che fondata.

«Allo stesso tempo» – prosegue Andrew «sono scettico sul fatto che il declino dell’engagement dipenda interamente dalla strategia delle terze parti»

QUESTIONE DI STRATEGIA

E che cosa fa il bravo Mark quando si vede alle corde? Usa la “politica del portafoglio”, cioè acquista le piattaforme dei suoi competitor (come aveva già fatto con Whatsapp e Instagram) per tornare a dormire sonni tranquilli.
In questo caso Snapchat (che ha rifiutato una ricca offerta di acquisto nel 2013) e Pinterest continuano a viaggiare da soli e Zuck si preoccupa che i suoi utenti mantengano alta l’attenzione, perché no anche con un algoritmo nuovo di zecca.

Vale la pena leggere il pezzo di Andrew. Si intitola “An Alternate Explanation of Facebook’s News Feed Algorithm Change”