#Kloe Pillole: Chi sono e cosa fanno quei tipi strani del web


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«Essere o non essere?» avrebbe detto qualcuno, ma qui il punto è un altro, cioè sei un professionista o un dilettante? Purtroppo anche nel campo delle professioni del web, non si conoscono le mezze misure e si rischia di fare uno sfacciato, noioso, personal branding, oppure di proporsi troppo in punta di piedi.

In media stat virtus

Partiamo dal presupposto che apparire o vendersi bene non vuol dire necessariamente essere capaci, quindi non è il caso di spingere troppo sull’autopromozione, anche se, dall’altra parte, presentarsi a testa alta e col piglio del vincente non guasta. Quindi come la risolviamo questa contraddizione? Con un po’ di buon senso, che non ha fatto mai male a nessuno.

Ergo se sei un dilettante ammetti la tua posizione senza sminuirti, riconoscendo che hai ancora da imparare e chi non ne ha? Se invece sei un professionista e vuoi presentarti come tale, sii sincero su ciò che sai fare, su quali sono i rami di tua competenza, senza millantare doti, che non sbucheranno mai fuori dal cilindro.

Perciò sei esperto di Seo, ok, informa il tuo cliente che tu puoi curare questo, sei un web editor, non promettergli acrobazie da webmaster.

«Da’ il giusto valore a quello che sei e venditi nel miglior modo possibile, valutando in modo oggettivo quello che sei e quello che puoi fare per il tuo cliente» raccomanda Riccardo, che ha scritto il pezzo intitolato “Dilettante o professionista: dipende (anche) da come ti presenti”.

Qualità o velocità?

Anche per questa domanda non esiste una sola risposta, ma possiamo partire dai dati di fatto. «Chi arriva prima ha il vantaggio del tempo. Il tempo per potersi guardare attorno e comprendere quello che sta accadendo, stabilire relazioni ad alto livello e proporre un servizio che, almeno per un po’, sarà unico nel suo genere», ci racconta Riccardo. Dopo questo momento idilliaco non basta l’essere arrivati primi, bisogna mantenere intatto il proprio primato, con qualità e creatività, altrimenti gli altri, quelli della seconda ora, ti mandano a casa, amico mio.