#Kloe Personaggi | Jose Luis Orihuela (@jlori): «un solo influencer non genera tendenza» 2


Jose Luis Orihuela José Luis Orihuela, PhD in Communication e MA in Journalism.
Insegna Comunicazione multimediale e narrativa trasmediale (insieme a tante altre cose interessanti) all’Università della Navarra, a Pamplona (Spagna). Ha scritto, tra gli altri libri, Los medios después de internet (2015), di cui puoi leggere l’accurata recensione di James Breiner (in inglese).

Cura il blog eCuaderno.com (dal 2002) ed è attivo su Twitter dal 2007 (@jlori), con quasi 160.000 follower.

Credi che la rilevanza di Internet sia condizionata, oggi, dagli influencer?

Quello che comunemente chiamiamo “Marketing degli Influencer” si basa proprio sulla capacità che hanno i nodi più connessi -in tutte le reti- di fare agenda e di rendere virali dei contenuti. Prendiamo Twitter, per esempio: gli interventi delle persone con molti follower, in qualsiasi conversazione, diventa un fattore chiave per convertire il tema in una tendenza.
Poi c’è un secondo momento importante: i media tradizionali registrano la rilevanza e danno eco alle conversazioni più rilevanti. Possiamo chiamarle, come si usa, trending topics. Ma il punto è che i media di massa rialimentano questi temi e ne rafforzano la visibilità.
Però è anche vero che come una rondine non fa primavera, un solo influencer non genera tendenza, se non si innescano i meccanismi di rete.

Che importanza ha internet per le piccole imprese locali? E come una piccola impresa dovrebbe gestore la sua presenza in rete?

Internet, già dai tempi di quello che chiamavamo Ineternet 1.0, ma poi più con le rete sociali, ha abbassato molto il livello di accesso alla comunicazione pubblica. Prima la gestivano solo i media di massa. Oggi questo livellamento permette alle piccole imprese, come ai professionisti, di sviluppare logiche di branding, di marketing, di pubblicità. E di comunicazione anche minima, attraverso piattaforme gratuite e semplici da utilizzare per diffondere i propri contenuti.

Ora il punto è questo: dato che tutti possono comunicare, il problema non è più comunicare. Il problema è diventato la questione centrale della visibilità. È facilissimo aprire un canale, molto meno farsi ascoltare.
Per questo sono centrali gli influencer. E, in senso più generale, gli strateghi della comunicazione digitale.

Le tue 5 previsioni per il futuro della nostra società

Se guardiamo alla tecnologia, andiamo verso un futuro sempre più iperconesso (la connettività è la nuova elettricità), con macchine sempre più intelligenti e onnipresenti. Questa massiva intelligenza di rete non farà altro che continuare a cambiare le organizzazioni, i mercati, la politica e persino l’educazione.

La gestione efficiente di questi immensi volumi di informazione sarà la grande sfida delle persone e di ogni organizzazione. Dovremo inventarci filtri e algoritmi sempre più sofisticati.

L’estensione della tecnologia avabzata coprirà tutti i domini della vita umana e -sebbene irreversibile- finirà per generare anche un ritorno agli antichi mestieri e alle antiche competenze, quella artigianali, ad esempio.

Andiamo verso un mondo sempre più accelerato, globale, non polarizzato, multiculturale. E spasmodico


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